Un voto generazionale

Perdonatemi ma sarà anche un voto generazionale …

Cosa resterà di questi anni ’80? Un patrimonio di competenze e innovazione. Difendiamolo!

Ci hanno definito in tanti modi: generazione “Y”, generazione del precariato, generazione di vetro…generazione perduta. E forse siamo davvero un po’ di tutto questo noi ragazzi degli anni ’80. Sempre connessi, vogliosi di riscatto, vittime dei ritmi folli della società massificata e fragili come il vetro che rischia di rompersi per il frastuono di un presente che ci da tante incertezze e ci mette duramente alla prova.

Una generazione che ha ricevuto tanti stimoli a sudare ogni conquista, a fare sempre di più e sempre meglio per raggiungere obiettivi che ci sembravano ambiziosi e giusti e, alla fine, costretti a vivere in una eterna lotta tra simili per spartirsi una fetta di torta sempre più piccola e ora ridotta ad una briciola.

Da giovane non posso che farmi interprete in prima persona delle esigenze dei miei coetanei, di tanti giovani che si sentono messi ai margini del mondo del lavoro, della partecipazione attiva alla vita sociale e culturale della nostra regione, nella quale trovare uno spazio che non sia residuale è faticoso.

A molti sfuggono le potenzialità della cosiddetta “generazione anni ’80”: un mix di conoscenze, competenze, capacità di innovazione, preparazione e inventiva che tuttavia troppo spesso restano inespresse o costrette in contesti in cui vengono sottovalutate o ancor peggio non riconosciute.

C’è bisogno di invertire la rotta, di dare a noi giovani un’occasione di rappresentanza e di opportunità di far sentire la nostra voce. Non c’è più tempo per rimandare questa svolta che oggi si pone come emergenza. Ma dobbiamo essere artefici in prima persona di questo cambiamento, rifiutando logiche ormai obsolete e che, fatta eccezione per pochi, si sono rivelate sempre penalizzanti per il merito e le competenze dei molti. La generazione anni ‘80 ha bisogno di dignità, non di contentini.

Sono un giovane amministratore che vive da anni il confronto con il territorio come la sua missione quotidiana e mi sento anche fortunato a rivestire questo ruolo di grande responsabilità perché mi dà la possibilità di dare il mio contributo a migliorare il nostro tessuto sociale. Nel mio piccolo e nella mia comunità ho sempre operato in tal senso, dando spazio ai giovani, alle loro iniziative e alla loro progettualità. Ed è ai giovani che chiedo il sostegno, perché mai come ora c’è bisogno di idee, di inventiva e di mettere in rete i nostri obiettivi.

Io ci credo…#IoPensoPositivo #Timmagini…

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *